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Il progetto "Giocando si impara - sport e danza per crescere insieme" - Bando sport inclusivo

Il progetto “Giocando si impara – Sport e danza per crescere insieme. Inclusione, valori e comunità”, realizzato nell’ambito del Bando regionale Sport Inclusivo, nasce dalla volontà di utilizzare lo sport e le attività motorie come strumenti educativi, di inclusione sociale, di prevenzione della povertà educativa e di promozione del benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi.

L'iniziativa è stata realizzata nel territorio del quartiere Paolo VI di Taranto, un contesto caratterizzato da significative fragilità sociali ed economiche, nel quale l’Associazione Vides Paolo VI ODV rappresenta da anni un punto di riferimento educativo, aggregativo e relazionale per minori e famiglie.

Il progetto ha inteso offrire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di vivere lo sport non semplicemente come attività fisica o momento ricreativo, ma come esperienza educativa capace di sviluppare competenze personali e sociali, rafforzare l'autostima, favorire la relazione con gli altri e contrastare situazioni di isolamento e marginalità.

L'iniziativa si è sviluppata attraverso due principali discipline: calcio e danza, individuate per la loro capacità di coinvolgere bambini e ragazzi con differenti interessi, abilità e modalità espressive.

Finalità del progetto

La finalità principale è stata quella di promuovere una cultura dello sport inteso come diritto, opportunità educativa e strumento di inclusione, creando occasioni concrete di partecipazione per tutti i minori, con particolare attenzione a coloro che vivono situazioni di fragilità sociale, familiare o economica.

Attraverso il progetto si è inteso:

  • favorire la partecipazione dei minori ad attività sportive strutturate;
  • promuovere il benessere psicofisico;
  • contrastare la povertà educativa e il rischio di isolamento sociale;
  • favorire l'inclusione e la partecipazione di tutti;
  • educare al rispetto delle regole e dell'altro;
  • sviluppare la capacità di lavorare in squadra;
  • valorizzare le potenzialità personali di ciascun ragazzo;
  • promuovere la collaborazione e la solidarietà;
  • rafforzare il senso di appartenenza alla comunità;
  • creare occasioni positive di incontro tra bambini, ragazzi, famiglie, associazioni e territorio.

Lo sport è stato pertanto utilizzato come linguaggio comune, capace di superare differenze, fragilità e condizioni di partenza, permettendo ai ragazzi di sperimentare concretamente il valore della collaborazione.

Destinatari

Il Servizio Civile Universale rappresenta un'opportunità unica per i giovani di dare un contributo alla società, crescere concretamente e acquisire competenze utili per la propria crescita professionale e personale. I volontari riceveranno, nei prossimi giorni, la comunicazione della data d'inizio e delle modalità di articolazione del progetto tramite email o sito.

    La rete territoriale

    Uno degli elementi qualificanti del progetto è stata la costruzione di una rete tra realtà educative, sportive e associative del territorio.

    Il progetto ha coinvolto:

    • VIDES Paolo VI ODV, soggetto promotore e coordinatore dell'iniziativa;
    • A.S.D. Gioventù Montemesola;
    • A.S.D. Ballando Ballando 3M;
    • A.S.D. Savio Taranto;
    • Istituto Comprensivo Sandro Pertini.

    La collaborazione tra soggetti diversi ha permesso di mettere in comune competenze, esperienze e risorse, rafforzando l'idea che l'inclusione dei minori non possa essere affidata ad un unico soggetto, ma richieda la costruzione di una vera e propria comunità educante.

    In questa prospettiva, lo sport diventa un punto di incontro tra scuola, famiglia, associazioni, oratorio e territorio.

    Le attività realizzate

    Le attività progettuali si sono articolate principalmente attraverso due percorsi:

      CALCIO

      L'attività calcistica ha rappresentato uno spazio privilegiato per lavorare sul gruppo, sulle regole, sulla collaborazione e sul rispetto reciproco.

      Gli allenamenti hanno permesso ai ragazzi di sviluppare:

      • capacità motorie e coordinative;
      • capacità di collaborazione;
      • rispetto delle regole;
      • gestione della vittoria e della sconfitta;
      • capacità di assumere responsabilità;
      • appartenenza al gruppo;
      • capacità di affrontare difficoltà e conflitti.

      Particolare attenzione è stata posta affinché l'attività non assumesse una dimensione esclusivamente agonistica, ma mantenesse una forte connotazione educativa.

      Il campo è stato quindi vissuto come luogo nel quale imparare a stare con gli altri, a rispettare l'avversario e a mettere le proprie capacità a servizio della squadra.

        DANZA

        La danza ha costituito l'altra importante dimensione del progetto.

        Attraverso il movimento, la musica e l'espressione corporea, i ragazzi hanno avuto la possibilità di sviluppare:

        • consapevolezza del proprio corpo;
        • coordinazione;
        • creatività;
        • capacità espressiva;
        • autostima;
        • capacità di lavorare in gruppo;
        • fiducia nelle proprie capacità.

        La danza ha inoltre favorito la partecipazione di ragazzi che potevano non sentirsi particolarmente attratti dagli sport tradizionalmente competitivi, offrendo una modalità differente di espressione e di partecipazione.

        Metodologia educativa

          Le attività sono state realizzate secondo una metodologia fondata sulla centralità della persona, sulla partecipazione e sulla valorizzazione delle capacità di ciascun minore.

          Particolare attenzione è stata posta alla dimensione relazionale.

          Non si è trattato semplicemente di insegnare una disciplina sportiva, ma di utilizzare lo sport per educare alla:

          • responsabilità;
          • collaborazione;
          • solidarietà;
          • legalità;
          • rispetto;
          • accoglienza;
          • partecipazione;
          • cittadinanza attiva.

          La proposta si è ispirata alla tradizione educativa salesiana e al Sistema Preventivo di Don Bosco, mettendo al centro la relazione educativa e la presenza degli educatori accanto ai ragazzi.

          Lo sport è stato quindi vissuto come uno spazio nel quale il ragazzo può sentirsi accolto, accompagnato e valorizzato.

          Lo sport come strumento di inclusione

            Uno dei risultati più significativi del progetto è stato quello di aver contribuito a modificare la percezione dello sport.

            Lo sport è stato proposto come strumento di inclusione e non di selezione.

            Il valore dell'esperienza non è stato determinato esclusivamente dal risultato ottenuto sul campo o dalla prestazione individuale, ma dalla capacità di ciascun ragazzo di:

            • partecipare;
            • mettersi in gioco;
            • rispettare gli altri;
            • collaborare;
            • affrontare le difficoltà;
            • riconoscere il valore dei compagni;
            • accettare le differenze;
            • sentirsi parte di un gruppo.

            In questo senso, il progetto ha contribuito a promuovere una cultura nella quale ognuno può avere un posto e un ruolo, indipendentemente dalle proprie capacità sportive.

            Coinvolgimento delle famiglie e del territorio

              Un ulteriore elemento di valore è stato il coinvolgimento della scuola primaria e media del territorio e delle famiglie.

              La presenza dei genitori e della comunità agli eventi ha consentito di superare la dimensione individuale dell'attività sportiva, trasformando le iniziative in occasioni di incontro e socializzazione.

              La partecipazione delle famiglie ha, inoltre, rafforzato il rapporto tra associazione e il territorio, favorendo la conoscenza delle opportunità educative e sportive offerte ai minori.

              La giornata del 30 maggio, in particolare, ha rappresentato un momento di apertura dell'esperienza progettuale alla comunità territoriale, rendendo visibile la rete costruita intorno ai ragazzi.

              Risultati raggiunti

                Nel corso della realizzazione del progetto sono stati raggiunti importanti risultati sul piano educativo, sportivo e sociale.

                In particolare, il progetto ha consentito di:

                1. ampliare le opportunità sportive
                  Offrendo alle minori occasioni concrete di praticare attività sportive in un ambiente educativo e accogliente.
                2. favorire la socializzazione
                  Le attività di gruppo hanno permesso ai ragazzi di costruire nuove relazioni e rafforzare quelle già esistenti.
                3. promuovere l'inclusione
                  La proposta ha favorito la partecipazione di bambini e ragazzi con differenti caratteristiche personali e sociali.
                4. d) rafforzare l'autostima
                  La possibilità di sperimentarsi in attività sportive ed espressive ha aiutato i ragazzi a riconoscere le proprie capacità.
                5. educare alla responsabilità
                  Il rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari ha rappresentato un elemento costante delle attività.
                6. rafforzare la rete territoriale
                  Il coinvolgimento di associazioni sportive, scuola, oratorio e famiglie ha contribuito alla costruzione di una comunità educante.
                7. contrastare la povertà educativa
                  Il progetto ha offerto opportunità gratuite o accessibili di partecipazione, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle esperienze sportive ed educative.
                8. promuovere il benessere psicofisico
                  Le attività motorie hanno favorito movimento, espressione corporea, socializzazione e benessere.

                Valore della rete

                L'esperienza ha evidenziato quanto sia importante la collaborazione tra soggetti diversi.

                La rete costruita intorno al progetto ha consentito di superare una logica frammentata degli interventi e di promuovere una visione condivisa: la crescita dei bambini e dei ragazzi è responsabilità dell'intera comunità.

                L'Associazione ha svolto in questo percorso una funzione di raccordo tra le diverse realtà, mettendo a disposizione la propria esperienza educativa e la propria presenza quotidiana sul territorio.

                La collaborazione con le associazioni sportive ha consentito di integrare competenze educative e tecniche, mentre il rapporto con il mondo scolastico ha contribuito a rafforzare la continuità educativa.

                Comunicazione e disseminazione

                La comunicazione ha accompagnato le diverse fasi del progetto, con particolare attenzione alla promozione delle attività e alla valorizzazione dei risultati.

                La conferenza stampa e l'evento pubblico del 30 maggio hanno rappresentato il momento più significativo di disseminazione.

                La comunicazione non è stata intesa esclusivamente come promozione dell'iniziativa, ma come strumento per:

                • far conoscere le opportunità offerte ai minori;
                • sensibilizzare la comunità sul valore dello sport inclusivo;
                • valorizzare il lavoro delle associazioni;
                • favorire la partecipazione delle famiglie;
                • rendere visibile il ruolo dell'Oratorio nel territorio;
                • diffondere una cultura dello sport come strumento educativo e sociale.

                L'evento del 30 maggio ha avuto una significativa risonanza territoriale, con la presentazione pubblica del progetto e la partecipazione delle realtà coinvolte.

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